Ricalcolo dei valori catastali: una promessa inattuabile

Il mercato italiano è in costante diminuzione rispetto a quello europeo

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La situazione del mercato immobiliare in Italia non è rassicurante

ricalcolo della rendita catastale

La situazione del mercato immobiliare in Italia non è rassicurante. Rispetto al 2018, i prezzi delle case oggi sono più bassi, sebbene l’ ISTAT registri un’inversione di marcia a partire dal secondo trimestre del 2019: oggi, i prezzi delle case sono più alti dell’1,3% rispetto a inizio anno.

Nonostante ciò, i valori catastali (sui quali si calcolano le imposte quali IMU e TASI) sono ancor più bassi di quelli di mercato. A tal proposito, la Ue da anni chiede all’Italia una revisione dei valori catastali, con conseguente ricalcolo basato sui valori di mercato.
Ha destato una certa preoccupazione la bozza del DEF, all’interno della quale si accenna a una ipotetica riforma catastale, in linea con quanto chiesto dalla Ue all’Italia. Tuttavia, il vice all’Economia Antonio Misiani rassicura: nella versione definitiva non ci sarà alcuna riforma. Il problema relativo al ricalcolo dei valori catastali sta nell’inattuabilità dell’invarianza di gettito: tenendo conto dei valori di mercato, i valori catastali e le rendite così ricalcolate tenderebbero a salire di valore; le imposte andrebbero perciò ricalibrate con un inevitabile aumento delle tasse.
riforma della rendita catastale
A prendere una netta posizione contro l’ipotetica modificazione dei valori catastali è Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, che dichiara: dal 2012 al 2019, gli italiani hanno pagato 183 miliardi di euro sottoforma di Imu e Tasi per gli immobili, con conseguente impatto negativo sui consumi. La priorità, per Confedilizia, sta nella riduzione del carico di tassazione e le pressioni che provengono dalla UE non prenderebbero in considerazione la profonda differenza tra il mercato immobiliare italiano e quello degli altri Paesi europei: l’Italia infatti è l’unico Paese Ue a registrare una costante diminuzione del valore immobiliare a causa della totale assenza di mercato; moltissimi sono gli edifici sfitti e disabitati, sui quali si continuano a pagare tasse elevatissime.
Stefano Patuanelli, Ministro per lo sviluppo economico, in una lettera a Confedilizia conferma di voler prorogare il pacchetto legato agli incentivi per le ristrutturazioni e per l’efficienza energetica, con l’intenzione di renderli strutturali, dimostrando piena consapevolezza dei limiti e delle criticità legate al mondo edile.
La necessità di un riordino catastale è comunque impellente, al fine anche di aggiornare gli estimi fermi al 1988 e ‘89, incentrati sui vani e non sulla superficie; parallelamente, occorre arginare la disuguaglianza, a livello territoriale, dei valori catastali che variano di molto in base all’area geografica.

L’ultimo tentativo di effettuare una riforma catastale è del 2016, quando il governo inserì il piano nel Pnr, rinviando però l’attuazione al 2018.

ricalcolo dei valori catastali

Sebbene la riforma sia importante e necessaria, sembra che nessun governo voglia prendersi l’onere di attuarla, proprio per l’eventuale impossibilità di garantire l’invarianza di gettito, in quanto le imposte ad aliquote costanti sono destinate a un incremento progressivo all’aumentare delle rendite e dei valori catastali.

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