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Detrazioni fiscali 2021

L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.

Tuttavia, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021 la detrazione è elevata al 50% e il limite massimo di spesa è di 96.000 Euro.

Detrazione che va divisa in 10 quote annuali di pari importo.

È poi prevista una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati ristrutturati a uso abitativo.
Nello specifico, la detrazione va applicata in caso di interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

La pratica ENEA: di cosa si tratta?
La pratica Enea è una procedura da svolgere nel caso in cui si vogliano ottenere delle detrazioni fiscali Ecobonus 65% e del bonus Ristrutturazione per la riduzione dei consumi energetici, per gli interventi conclusi entro la fine del 2019 o iniziati nel 2020. Visto l’aumento della sensibilità nei confronti del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale, esistono ormai da qualche anno benefici di carattere fiscale che possano aiutare chi desidera ristrutturare la propria abitazione seguendo una linea più green.

Per ottenere queste agevolazioni bisogna inviare entro 90 giorni dal termine dei lavori una specifica comunicazione all’Enea, che è l’ente che gestisce gli incentivi fiscali nell’ambito del risparmio energetico e della ristrutturazione edilizia.

Questo tipo di pratica è utile non solo per l’Ecobonus, ma anche per le ristrutturazioni che comportano una riduzione dei consumi energetici agevolabili con la detrazione al 50% e per il bonus condizionatori 2020.

È possibile espletare questo tipo di pratica sul sito ufficiale https://detrazionifiscali.enea.it/ dopo essersi registrati, allegando tutta la documentazione necessaria. Altrimenti ci si può recare negli uffici specializzati.

In entrambi i casi bisognerà specificare i dati anagrafici del beneficiario, le tipologie di intervento di ristrutturazione e le informazioni sull’immobile in questione.

Chi può beneficiare delle detrazioni fiscali ENEA?

  • Le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa; le associazioni tra professionisti
  • Gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale purché siano soggetti al pagamento dell’Ires (dunque, non i Comuni ad esempio)
  • I titolari di un diritto reale sull’immobile
  • I condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali; gli inquilini; i familiari del possessore.

Per quali immobili?
Gli interventi devono essere eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione.

Per alcune tipologie di interventi, inoltre, è necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche: per esempio, essere già dotati di impianto di riscaldamento (tranne quando si installano pannelli solari termici). Nelle ristrutturazioni per le quali è previsto il frazionamento dell’unità immobiliare, con conseguente aumento del numero delle stesse, il beneficio è compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unità.

Interventi incentivati con Pratica 65 Enea Detrazioni Fiscali

  • Riqualificazione globale su edifici esistenti, ossia l’insieme di interventi che facciano conseguire determinati miglioramenti delle prestazioni energetiche: si possono detrarre fino a 100.000 Euro (cioè il 65% di una spesa di circa 154.000 Euro)
  • Coibentazione di pareti, soffitti o la sostituzione di finestre e serramenti con altri e con particolari prestazioni di isolamento (fino a 60mila euro di detrazione fiscale)
  • Installazioni di pannelli solari termici (fino a 60.000 Euro)
  • Sostituzione della caldaia con un modello a condensazione (fino a 30.000 Euro)
  • Installazione di pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia (fino a 30.000 Euro)
  • Acquisto e posa in opera delle schermature solari elencate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006 (fino a 60.000 Euro )
  • Acquisto e installazione di impianti di climatizzazione invernale a biomasse (fino a 30.000 Euro)

La documentazione necessaria

  • Fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento
  • L’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti. Per finestre comprensive di infissi, caldaie e pannelli solari questa può essere sostituita da una certificazione fornita dal produttore
  • L’attestato di certificazione o di qualificazione energetica, tranne che per pannelli solari o sostituzione finestre
  • La scheda informativa relativa agli interventi realizzati

Una volta richiesto il servizio per la redazione della Pratica 65 Enea , il cliente potrà essere contattato da un nostro professionista per chiarimenti o per la richiesta di ulteriori informazioni.

Successivamente il tecnico provvederà ad inoltrare la richiesta in via telematica della Pratica ENEA.

Bonus caldaie: cosa detrarre e in che cosa consiste il bonus?

Immagina di ristrutturare casa e di spendere 10.000 Euro per sostituire l’impianto di riscaldamento corredato di caldaia a condensazione. Oggi, nel caso di Ecobonus, l’Agenzia delle Entrate restituisce il 65 % in detrazioni Irpef della spesa sostenuta. Quindi, l’Agenzia, non ti verserà sul conto 6.500 Euro (65% di 10.000 Euro) ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in più rate annuali.

Per il bonus ristrutturazioni vale la stessa cosa, ma la detrazione è del 50%. Per il Superbonus, addirittura il 110%. Ma non solo, con il decreto rilancio potresti cedere il bonus agli intermediati finanziari o chiedere lo sconto in fattura all’impresa.

Potrai detrarre: la caldaia e tutti gli accessori, la manodopera, le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, il compenso per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti, le spese per perizie e sopralluoghi, l’IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori.

Ecobonus caldaia per il risparmio energetico 65%

Con questo incentivo potrai detrarre il 65% della spesa complessiva di installazione e fornitura della caldaia.

Immagina di acquistare e posare una caldaia a condensazione e di spendere 10.000 Euro. L’Agenzia delle Entrate ti restituirà il 65 % in detrazioni Irpef. Quindi, l’Agenzia, non ti verserà sul conto 6.500 Euro (65% di 10.000 Euro), ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in 10 rate annuali. In pratica, ogni anno pagherai 650 Euro di tasse in meno.

Però attenzione, nel caso optassi per il bonus risparmio energetico, oltre alla caldaia a condensazione, dovrai installare anche dei sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII.

Classe V – Termostato d’ambiente modulante: un termostato che varia la temperatura dell’acqua in base alla temperatura ambientale.

Classe VI – Centralina di termoregolazione e sensore ambientale che varia la temperatura dell’acqua in base alla temperatura esterna e interna.

Classe VIII – Controllo della temperatura ambientale con più sensori.

Bonus caldaia per la ristrutturazione 50%

Puoi scegliere questa opzione se:

  • Non hai intenzione di spendere ulteriormente per un sistema evoluto di termoregolazione
  • Se devi acquistare degli arredi, solo in questo caso potresti usufruire del bonus mobili
  • Il limite massimo di detrazione è superiore

Tra le spese detraibili, è presente la parcella del professionista. Infatti, per l’installazione dell’impianto, potresti aver bisogno di un geometra che rediga la pratica CILA e la relazione energetica “ex-legge 10che attesta il rispetto della normativa sull’efficienza energetica.

Se, oltre ad installare una caldaia, intendi posare il cappotto o una pompa di calore potresti recuperare fino al 110% della spesa sostenuta per installare la caldaia.

Superbonus al 110%
Se dovessi spendere 10.000 Euro, l’Agenzia delle Entrate ti restituirà, sotto forma di detrazione sulle tasse future, 11.000 Euro e lo farà in 5 anni anziché in 10 (come per i bonus precedenti).

Questo è il più conveniente dei tre, ma è il più difficile da ottenere. Infatti, per ottenere una caldaia gratuitamente dovrai realizzare contemporaneamente anche altri lavori.

CILA: cos’è e a cosa serve

Dal 2010 è possibile realizzare i tipici interventi di manutenzione straordinaria come la ristrutturazione di un appartamento con la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA). Nel tempo questa pratica edilizia è diventata la più utilizzata e conosciuta.

La comunicazione di inizio lavori venne introdotta nel 2010 nel Testo Unico dell’edilizia (D.P.R. 380/2001) per semplificare l’avvio di lavori edilizi, senza titolo abilitativo ma con una semplice comunicazione da presentare, anche in modalità telematica, all’ufficio tecnico del Comune. La CILA viene presentata da un tecnico abilitato che redige i disegni di progetto e predispone l’asseverazione contenente la descrizione degli interventi da realizzare.

Gli interventi subordinati a Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata sono principalmente ricadenti nella manutenzione straordinaria e nel restauro e risanamento conservativo senza interventi strutturali.

Si trattano di un numero molto ampio di lavori, quali a titolo esemplificativo:

  • Nuova distribuzione interna, cioè la tipica “ristrutturazione” di appartamenti con la creazione o la modifica degli ambienti
  • Frazionamento ed accorpamento di unità immobiliari
  • Rifacimento degli impianti (elettrico, idrico, riscaldamento, ecc)

Tuttavia tali interventi, per essere autorizzati da una CILA, non devono interessare parti strutturali dell’edificio (come muri portanti, solai, scale, ecc.), non devono modificare la volumetria complessiva e non devono variare la destinazione d’uso dell’immobile.