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Edilizia libera: bonus del 50% senza CILA

Per affrontare l’argomento di edilizia libera, oggi apriamo la nostra Gazzetta Ufficiale alla pagina del D.M. 308/2001, il Testo Unico che accorpa tutta la regolamentazione in materia edilizia.

Il decreto del 2001, infatti:

contiene i principi fondamentali e generali e le disposizioni per la disciplina dell’attività edilizia.

Tra i fondamentali, il Testo Unico delinea gli interventi in edilizia libera, cioè tutti quei lavori per cui non è necessaria alcuna documentazione da presentare al Comune, né alcun permesso a costruire, autorizzazione di inizio o fine lavori (SCIA,CILA, CIL, CFL).
Quali sono?

Lavori in edilizia libera, quali sono?

Rientrano nei lavori in edilizia libera:

  • gli interventi di manutenzione ordinaria (riparazione, ristrutturazione di parti non strutturali degli edifici),
  • l’installazione di pompe di calore con potenza inferiore a 12 Kw,
  • l’eliminazione di barriere architettoniche, fatta eccezione per gli ascensori esterni,
  • le serre mobili stagionali sprovviste di strutture in muratura,
  • la pavimentazione e finitura degli spazi esterni,
  • l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici a servizio degli edifici.

Purtroppo non tutti i lavori nel dettaglio sono compresi nel Testo Unico, infatti nel 2018 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stilato il Glossario dell’edilizia libera dal permesso del Comune. Qui sono compresi tutti ma proprio tutti gli interventi di ristrutturazione o di costruzione che saltano l’ostacolo della lenta e complessa burocrazia delle autorizzazioni e che puoi consultare qui!

Ristrutturazioni, bonus del 50%

I lavori in edilizia libera possono essere inseriti nella detrazione IRPEF del 50% sulle ristrutturazioni e sugli interventi di risparmio energetico, che ti sarà scalata sulle prossime tasse. Sono esclusi dalla detrazione gli interventi su immobili di nuova costruzione.

Tuttavia potresti confrontarti con qualche voce fuori dal coro secondo la quale, per la detrazione fiscale, avresti dovuto comunicare il tuo intervento al Comune. Cosa fare quindi? La soluzione c’è e ricorre alla circolare n. 13/2019 dell’Agenzia delle Entrate con un capitolo interamente dedicato all’edilizia libera, mentre il contribuente che esegue in proprio i lavori:

ha comunque diritto alla detrazione limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali utilizzati, che può avvenire anche precedentemente all’inizio dei lavori.

Attenzione però. Se è vero che gli interventi di manutenzione ordinaria rientrano nell’edilizia libera, è altrettanto vero che sono rimborsabili al 50% solo se realizzati insieme ad almeno un’opera di manutenzione straordinaria (parti comuni condominiali, ad esempio).

Cosa si intende per manutenzione straordinaria? Riapriamo la nostra Gazzetta Ufficiale all’art. 3 del Testo Unico:

Per interventi di manutenzione straordinaria si intendono le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

Sono esclusi dal bonus casa gli accatastamenti del gruppo B, C, D, E, F.

Bonus si ma solo con bonifico bancario

Ultima comunicazione ma forse la più importante. Il bonus tende una mano ai residenti nel nostro Paese e al corretto pagamento delle tasse, per questo il risarcimento della metà delle spese sostenute è possibile solo ed esclusivamente tramite pagamento tracciato (bonifico bancario). Ti consigliamo, quindi, di non pagare alcun professionista (elettricista, muratore, idraulico o geometra) in contanti perché, in tal caso, l’Agenzia delle Entrate non potrà rimborsare in alcun modo le spese sostenute.